17/09/2009
Appuntamento
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31/08/2009
Dove sta la Lega Nord?
In questi giorni è di attualità un interessante dibattito sull’Unità d’Italia e sui simboli legati a questa importante fase della storia del nostro Paese. Una discussione a livello nazionale che, in modo curioso, tocca anche la nostra Città, dove si sono appena conclusi i festeggiamenti per il 150° anniversario della Battaglia di Magenta, uno dei fatti più significativi del Risorgimento italiano.
Credo che a nessuno sia sfuggito l’appello lanciato qualche giorno fa dal Presidente della Repubblica, preoccupato per i ritardi e il disinteresse del Governo nel definire il programma per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’appuntamento non è lontano e noi magentini sappiamo bene quanto tempo e quanta fatica richieda organizzare questo tipo di ricorrenze. Sembra che l’atteggiamento del Governo a non decidere sia dovuto alla posizione contraria della Lega Nord, convinta nel continuare, anche in modo subdolo, la sua battaglia contro i simboli dell’unità nazionale.
La tesi sostenuta dai leghisti sarebbe quella che “in un momento come questo vanno evitate le celebrazioni elefantiache, le spese inutili e frammentate in mille rivoli. Altre sono le priorità e le esigenze della gente”.
È facile constatare come gli amministratori leghisti della nostra Città, qualche mese fa, non furono altrettanto sensibili a questi temi come i loro colleghi romani. Infatti, quando il Partito Democratico di Magenta suggerì di destinare una parte dei finanziamenti per il 150° anniversario della Battaglia a un Piano di Welfare cittadino per aiutare le famiglie in difficoltà, la Lega Nord ridicolizzò la nostra proposta. Chiunque, anche al di fuori della nostra forza politica, si è permesso di dissentire a Magenta, è stato zittito con forza. Lo spreco di denaro pubblico, quando è tale, è sempre da condannare. È quindi singolare che questa “virtuosa” preoccupazione arrivi dallo stesso partito che, a livello nazionale, si oppose alla proposta del Pd di accorpare il referendum alle elezioni europee e amministrative dello scorso giugno, determinando uno spreco di risorse pubbliche di circa 500 milioni di euro.
Oggi viene naturale pensare che, in fondo, di risparmiare quei soldi importi poco e che sia invece un ottimo pretesto per minare, ancora una volta, i valori che rappresentano la nostra identità nazionale. La questione assume contorni ancora più preoccupanti se messa in relazione alle recenti contestazioni della Lega nei confronti dei simboli dell'unità italiana (l’inno, il tricolore, la lingua,…). Proprio di fronte a questi attacchi, nell’ambito delle celebrazioni a livello nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia, appaiono d’interesse generale (e non sprechi) progetti culturali e comunicativi che rafforzino il sentimento di appartenenza a un’unica nazione, nella quale ogni democratica e ogni democratico di questo Paese si riconosce.
E se davvero le preoccupazioni per la difficile situazione economica fossero reali, sarebbe apprezzabile che la Lega Nord di Magenta si adoperasse all’interno della maggioranza per dar seguito, entro il mese di novembre, a una proposta che il Partito Democratico avanzò mesi fa: rivedere le fasce ISEE per consentire ai magentini di pagare in modo più equo i servizi comunali.
Paolo Razzano
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12/07/2009
Articolo da "Il Mondo" di questa settimana
NOVACETA
LE ACCUSE DI SPECULAZIONE IMMOBILIARE SULL'AREA
Ciardullo a tutto volume
Gianfrancesco Turano
È uscito giusto in tempo. Gianni Lettieri, presidente degli industriali di Napoli, aveva appena ceduto la sua partecipazione in Novaceta, l'industria tessile di Magenta (Milano) chiusa da un anno, che si è passati alle carte bollate. Alcuni ex dipendenti hanno presentato un esposto in Procura su quella che, secondo loro, è una speculazione immobiliare. E non piccola. L'eventuale variazione d'uso dell'area da industriale a residenziale (200 mila metri quadrati in estensione) potrebbe fruttare cubature per un controvalore di 600 milioni di euro. L'uscita, in verità parziale, di Lettieri è avvenuta a livello della holding Start che controlla il 40% di Novaceta insieme a Ilci (con la stessa quota del 40%) mentre il rimanente 20% è tuttora della Mcm Holding della famiglia Lettieri. Il 51% di Start, e dunque la controllata al 100% Ilci che ha in portafoglio i terreni del sito, è stato girato alla 2FG Partecipazioni, costituita da tre ex manager dell'azienda magentina: Libero Grigis, Ciro Favicchia e Marco Fantoni. Insieme ai neo proprietari è rimasto invariato il titolare del 49% di Start. Si tratta di Eurinvest Finanza Stabile di Riccardo Ciardullo, che aveva coinvolto Lettieri nell'investimento in Novaceta attraverso l'avvocato Nicola Squillace (studio Libonati Jaeger) quando erano tutti nel cda di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo. Il turbinio di quote intorno alla fabbrica di Magenta aveva avuto un precedente nell'uscita di Ciardullo, che aveva liquidato la sua quota nel capitale di Novaceta per 8 milioni di euro, pur rimanendo coinvolto nella questione immobiliare attraverso la partecipazione di Eurinvest in Start. In teoria, avrebbe comprato la Nextimm della famiglia Martignoni ma negli ultimi documenti depositati Nextimm non figura più ed è tornata Eurinvest. La cessione da parte di Lettieri è avvenuta al prezzo leggermente inferiore di 7,2 milioni di euro. Una somma, occorre dire, che è ancora tutta sulla carta. Il contratto di cessione, che prevede un esborso reale di appena 5 mila euro, fissa il conguaglio al luglio 2010, salvo che il patrimonio netto definitivo di Ilci, cioè degli immobili, non diminuisca e salvo che Ilci/Novaceta non siano sottoposte a procedura concorsuale oppure messe in liquidazione. Adesso sta al sindaco Luca Del Gobbo (Pdl) decidere se mantenere il vincolo deliberato nel 2005 o se prendere atto che la produzione non decolla e trasformare il sito di Novaceta in un grande business immobiliare
12:51 Scritto da: democraticimage in Politica Locale | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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